La salamandra di Aurora

Ultime notizie de salamandra di aurora en lingua cimbra! ;-)


Ultime notizie per la salamandra di Aurora: Nel 2014 è finalmente partita una convenzione tra la Regione del Veneto e l’Università di Padova (Dipartimento di Biologia e Dipartimento Te.S.A.F. – Territorio e Sistemi Agro-Forestali), allo scopo di valutare gli effetti di un taglio ed esbosco sperimentale effettuato durante il letargo delle salamandre di Aurora. Manteniamo alta l’attenzione per questo gioiello dell’Altopiano!

La salamandra di Aurora, chiamata anche “salamandra alpina dorata”, è una sottospecie di salamandra alpina con il dorso sempre colorato di giallo o grigio-marrone. Si trova solo sugli altopiani dei Sette Comuni e di Vezzena, in Italia nord-orientale. E’ elencata come un anfibio “in pericolo critico” su scala globale dalla IUCN ed è una specie a priorità di conservazione nella “Direttiva Habitat” dell’Unione europea. È stata descritta per la prima volta in un articolo scientifico nel 1982 e ha una storia molto particolare: QUI si può dare un’occhiata ai pannelli di una mostra dedicata a questa creatura speciale! Per darvi un’idea di questo animaletto, guardate questo film! È davvero incredibile, ma negli ultimi anni in diversi siti di presenza di queste rare salamandre gli alberi sono stati tagliati e portati fuori dai boschi con macchinari pesanti e durante la stagione estiva, quando questi animali sono attivi in superficie. Queste lavorazioni rischiano di distruggere l’habitat di questa specie endemica! Enrico Romanazzi, un erpetologo italiano e nostro collaboratore, ha avviato una petizione assieme a famosi ricercatori che si occupano di salamandre e le principali società erpetologiche internazionali per salvare la salamandra alpina dorata. Con la petizione si chiede di gestire quei boschi speciali in maniera corretta, collaborando tra esperti erpetologi e tecnici forestali. Firma qui per salvare questo anfibio unico!

Il suolo del Bosco del Dosso, danneggiato da recenti lavori forestali e come invece sarebbe naturalmente

Qui trovi la storia di una salamandra davvero eccezionale: la salamandra di Aurora (Salamandra atra aurorae) è una sottospecie della salamandra alpina che vive solo sull’ Altopiano dei Sette Comuni e di Vezzena, tra le province di Vicenza e Trento,  in Italia. Ha una particolare colorazionedorata e anche una storia davvero eccezionale! Ma leggete voi stessi…

Parla la Salamandra dorata:

Care persone, mi conoscete? Sono la salamandra dorata e vivo sull’Altopiano.

Ricordate bene: sull’Altopiano solamente e in nessun’altra parte del mondo! Qui vivo in molti boschi e valli a nord e ad est della Val d’Assa: Valle Sparavieri, Val d’Anime, Val Remaloch, Bosco del Dosso, Vaio del Pian del Morto, Val Rotta, Costa Larici, Val Renzola, Bosco del Köbele, Casara Meàtta, Val Galmarara, Zebio, Val di Nos.

Ormai è passato un milione di anni da quando non vedo più la salamandra nera, mia parente stretta. Lei ha perso le mie belle macchie dorate sulla schiena ed ora è tutta nera.

Vive su quasi tutte le Alpi, ma non qui da noi, sull’Altopiano dei Sette Comuni.

Non confondetevi: io non sono la salamandra pezzata, quella che di solito abita più in basso,, ma anche quassù nei Sette Comuni. Lei non è la mia parente più stretta. Sono più imparentata con la salamandra nera,

una vera montanara come me. Sì, è da tanto tempo che vivo quassù, l’ultimo relitto di un’antica stirpe; mangiando insetti, lombrichi, ragni, lumache. Alla fine di settembre mi nascondo e rimango in letargo per tutto l’inverno, dormendo fino agli inizi di maggio. Solo una volta ogni due o tre anni, le nostre femmine partoriscono. Da lungo tempo, da quando abito quassù, è sempre rimasto tutto uguale di anno in anno. Ma poi, quasi duemila anni fa, è venuta quassù sulle nostre montagne una moltitudine di persone, molti guerrieri longobardi, che hanno tagliato una parte dei nostri boschi, sostituendoli con radure, pascoli, campi e anche case e strade. La loro lingua è chiamata “Cimbro”, la più antica e nobile di tutte le lingue tedesche, e loro l’hanno usata e difesa per più di mille anni. Ma poi, dopo la grande e orribile guerra del 1915-18, che ha distrutto quasi tutto l’Altopiano, hanno pian piano smesso di usarla, ed intorno all’anno 2000 rimanevano ancora solo poche persone che sapevano parlare quella bella e nobile lingua; l’ultimo relitto dell’antico ceppo – che peccato ! Però anche altre cose ancora sono successe in quel periodo: nel 1978, il Prof. Trevisan dell’Università di Modena con la sua famiglia e con i suoi amici mi ha scoperta al Pian del Morto. Hanno raccolto dodici delle nostre amiche, ed uno di noi, un maschio grande e grosso, l’hanno messo in una bottiglia riempita d’alcool, e il suo corpo è conservatoal museo di Firenze, come “holotipo”, con il numero 13456. E poi il Prof. Trevisan ci ha dato anche un nome in latino:

Salamandra atra aurorae.

(A quel tempo, la salamandra nera era già chiamata Salamandra atra atra, e la salamandra pezzata Salamandra salamandra.) Oh mie care persone, voi non potete credere cosa ci è successo, quando il prof. Trevisan ha pubblicato e diffuso la sua scoperta: da tutto il mondo alcuni sono venuti quassù sull’Altopiano per prendere le nostre amiche e ucciderle oppure per rinchiuderle in un piccolo terrario, fino a farle morire nelle abitazioni! E dalle Università sono venuti alcuni zoologi e hanno tagliato qualche dito dalle zampe delle nostre amiche, per studiare i nostri geni, e per capire quali fossero i nostri parenti più stretti. Poi, l’11 maggio del 2007, uno dei miei amici della Val Sparavieri ha fatto una passeggiata fuori di casa, al di là dei confini della vecchia Austria, là in fondo sull’Altopiano di Vezzena, fino alla Val Postesina. Là l’hanno visto due zoologi olandesi, che hanno fatto pubblicare la notizia che noi viviamo anche al di fuori dell’Altopiano. E ancora qualcos’altro è successo in quel periodo: molti dei boschi dove abito sono stati tagliati, e così il suolo si è inaridito; noi non abbiamo più potuto vivere in quei posti, e anche per questo sono rimaste solo poche di noi. Sì, era un mondo veramente brutto, ma ora  sono contenta che le cose siano cambiate: adesso, nell’anno 2500, nessuno ci cattura più, perché le persone sono diventate intelligenti, e amano di nuovo gli antichi boschi con faggi, abeti bianchi e rossi e con le salamandre dorate. E adesso parlano di nuovo l’antica lingua cimbra, perché loro sono veri e nobili cimbri, l’ultimo relitto dell’antico ceppo. E noi siamo vere e nobili salamandre dorate, anche noi l’ultimo relitto dell’antica stirpe :-)

Remigius Geiser

(traduzione a cura di Ivan Mosele)

Molte grazie a Remigius Geiser, l’autore di questo bellissimo testo originariamente scritto in lingua cimbra. È’docente di questa lingua eccezionale presso l’Università di Salisburgo.  È possibile trovare maggiori informazioni su Remigius Geiser nelle pagine seguenti:

Aquí firmad

Aquí podeis leer la historia de esta especial salamandra: la salamandra de Aurora (Salamandra atra aurorae) es una subespecie de la salamandra alpina que habita solamente (!!!!!) en Italia, en el altiplano de Asiago (Comune di Asiago). Presenta una especial coloración dorada  y también tiene una historia especial. Leedla vosotros mismos…

La salamandra de Aurora nos cuenta:

Queridos amigos, …¿me conoceis? Soy la salamandra de Aurora y vivo en la „Comune di Asiago“. Recordad: vivo sólo en esta zona , y en ningún otro lugar del mundo!!! Aquí colonizo todos los bosques y valles al norte y este del Valle Assa: en Valle Sparvieri, Val d’Anime, Val Rémaloch, Bosco del Dosso, Vaio del Pian del Morto, Val Rotta, Costa Larici, Val Renzola, Bosco del Köbele, Casara Meatta, Val Galmarara, Zebio y Val di Nos. Hace más de un millón de años que no veo a mi pariente, la salamandra alpina. Ella perdió nuestras preciosas manchas doradas y es ahora completamente negra. Coloniza casi toda la región alpina, pero no vive aquí con nosotras, en el altiplano de las „Sette Comuni“.¡Ojo! No soy la salamandra común, la cual vive normalmente en las tierras bajas, pero también habita en la comarca de las „Sette Comuni“. No es mi pariente más próximo, al contrario que la salamandra alpina. Ésta es una auténtica montañera, al igual que yo. La verdad es que  vivo aquí desde tiempo inmemorial, como el último superviviente de una tribu muy antigua, alimentándome de insectos, gusanos, arañas y caracoles. A finales de septiembre, me escondo e hiberno hasta principios del mes de mayo.  Cada dos o tres años, nuestras hembras paren un juvenil. Hace 2000 años, una gran tribu llegó a nuestras montañas: muchos guerreros langobardos, los cuales talaron la gran mayoría de nuestros bosques, transformando su mayor parte en zona de pastos, prados y campos de cultivo. Además construyeron caminos y viviendas. Su lengua era el címbrico, perteneciente al grupo britónico de la familia de las lenguas celtas, estrechamente emparentado con el alemán. Las gentes de esta comarca han usado y defendido este idioma durante más de 1000 años. Después de la terrible Primera Guerra Mundial (1915-1918), la mayor parte del altiplano fue destruida, y el uso del címbrico se  redujo peligrosamente. A principios del siglo XXI, sólo unos cuantos eran capaces de hablar este bello y noble idioma.¡Qué lástima! En todo este tiempo, ocurrieron muchas cosas. En 1978, un catedrático de la Universidad de Módena, el Dr. Trevisan, en compañía de  familiares y  amigos, descubrió nuestra especie en el „Vaio dei Pian del Morto“. Mató a 12 de nuestros amigos , y trasladó a uno de ellos, un macho de gran tamaño, preservado en alcohol,  al Museo de Florencia , y lo nombró holotipo número 13456. Nos dio entonces un nombre científico: Salamandra atra aurorae. Por aquel entonces, la salamandra alpina se conocía ya en los círculos científicos como Salamandra atra atra y la salamandra común como Salamandra salamandra). ¡Oh!, queridos amigos, no podeis imaginar lo que ocurrió cuando el Dr. Trevisan publicó su descubrimiento: vino gente de todos los rincones del mundo para matar a nuestros amigos, ó meterlos en pequeñas cajas y así llevárselos a sus casas, dónde poco después perecían. Además, investigadores de todas partes se presentaron en nuestros bosques y les cortaron los dedos a muchos de los nuestros para poder investigar nuestros genes y así poder descubrir quiénes eran nuestros parientes más próximos. El 11 de mayo de 2007, uno de mis amigos del Val Sparvieri dio un paseo por la frontera de la antigua Austria, en el altoplano de Vezzenza, hasta llegar a Val Postesina. Allí, dos zoólogos holandeses lo avistaron, y publicaron un nuevo descubrimiento: que habitamos también en áreas fuera de las „Comuni di Asiago“. Por aquella época algo más ocurrió: muchas zonas que constituían nuestro hogar, fueron desforestadas, produciendo la desecación del suelo. En estas condiciones, no había forma de seguir viviendo allí. Esta es la razón por la cual  quedamos tan pocos en la actualidad. Fueron tiempos muy difíciles, y estoy contentísima de que todo haya cambiado. Actualmente, en el año 2500, nadie intenta cazarnos, pues la Humanidad se ha vuelto más inteligente, y también han empezado a apreciar de nuevo  la presencia de hayedos  y bosques de coníferas (abetos y píceas) ancestrales y también la nuestra. También la gente de la zona ha vuelto a intentar hablar la lengua címbrica, ya que al fin y al cabo, son viejos y nobles  címbricos, el último remanente de la antigua tribu. Y nosotras somos las viejas y nobles salamandras de Aurora, el último remanente de otra anciana tribu

Güllander Ekkelsturtzo (Salamandra atra aurorae) :-)

Nuestro agradecimiento a Remigius Geiser, el autor de este texto, escrito originariamente en címbrico. Remigius enseña esta anciana lengua en la Universidad de Salzburgo. Podeis encontrar más información sobre él en las páginas siguientes:

www.remigius.org
www.youtube.com/user/RemigiusGeiser

Grazie infinite al fotografo Gianbattista Rigoni “Tita” Stern per queste meravigliose immagini di Salamandra atra aurorae!


Bibliography:

Beukema, W., Brakels, P. (2008), Discovery of Salamandra atra aurorae (Trevisan, 1982) on the Altopiano di Vezzena, Trentino (Northeastern Italy). Acta Herpetologica n.3(1): pp. 77-81

Bonato, L. and Fracasso, G. (1998), Aspetti morfologici di una popolazione di Salamandra atra aurorae: risultati preliminari Bollettino del Museo Civico di Storia Naturale di Venezia pp. 31-35

Bonato, L. and Grossenbacher, K. (2000), On the distribution and chromatic differentiation of the Alpine salamander Salamandra atra Laurenti, 1768, between Val Lagarina and Val Sugana (Venetian Prealps): an updated review (Urodela: Salamandridae) Herpetozoa pp. 171-180

Bonato, L., Fracasso, G. (2003), Movements, distribution pattern and density in a population of Salamandra atra aurorae (Caudata: Salamandridae). Amphibia-Reptilia, 24 (3): 251-264

Bonato, L., Steinfartz, S. (2005), Evolution of the melanistic colour in the Alpine salamander Salamandra atra as revealed by a new subspecies from the Venetian Prealps. Italian Journal of Zoology n.72 pp. 253-260

Grossenbacher, K. (1994), Zur Systematik und Verbreitung der Alpensalamander (Salamandra atra atra, Salamandra atra aurorae, Salamandra lanzai). Abb. Ber. Naturk., 17: 75-81

Grossenbacher, K. (1995), Was ist mit Salamandra atra aurorae los? Elaphe (N.F.), 3: 6-8

Sindaco, R., Doria, G., Razzetti, E., Bernini, F. (2006), Atlante degli Anfibi e dei Rettili d’Italia / Atlas of Italians Amphibians and Reptiles. Societas Herpetologica Italica, Edizioni Polistampa, Firenze

Temple, H.J., Cox, N.A (2009), European Red List of Amphibians. Office for Official Publications of the European Communities, Luxembourg

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